La Pustina di Aspasia: Il Salotto delle Riflessioni (Terza Parte)

 



Il salotto di Aspasia, questa sera, si trasforma in un angolo di sogno sotto un pergolato di vite, all’aperto, sotto un cielo stellato che sembra sussurrare antichi segreti. Lanterne di bronzo oscillano dolcemente, proiettando riflessi dorati su un pavimento a mosaico che raffigura il volo di Icaro. Divani bassi, drappeggiati di sete color zafferano e porpora, invitano al dialogo, mentre un tavolo di legno intarsiato regge un’anfora di vino e coppe di ceramica dipinta. L’aria è fresca, profumata di gelsomino, ma carica di un’energia che vibra come una corda di lira.

Aspasia, avvolta in un chitone color avorio che sembra catturare la luce delle stelle, si muove con la grazia di una musa, versando vino con un sorriso che intreccia ironia e profondità. Socrate, con la tunica sgualcita e i piedi nudi che sfiorano il mosaico, scruta i presenti come se cercasse la verità nei loro volti. Fidia, con le mani ancora sporche di creta fresca, si appoggia a una colonna, il suo sguardo è acuto come un cesello. Anassagora, con una corona di alloro che gli scivola leggermente sulla fronte, sembra contemplare le stelle come se fossero frammenti di un puzzle cosmico. Alcibiade, con un mantello scarlatto che gli scivola su una spalla, siede a gambe incrociate, la coppa in mano e un sorriso che promette guai. Paride, giovane e irrequieto, con una tunica verde bosco e occhi che brillano come il mare al tramonto, tamburella le dita sul bordo del divano, perché questa volta anche lui vuole ed è pronto a lanciarsi nel dibattito.

“Amici,” inizia Aspasia, sedendosi su un cuscino ricamato, la voce morbida, ma tagliente come una lama nascosta, “la storia di Valentina si tinge di nuove ombre. La nostra protagonista, come vi ho già narrato, è tormentata dal dubbio, ma oggi un pensiero sorto all’improvviso, le ha acceso la mente. Maurizio, che su quel social famoso, X, si ergeva a paladino della giustizia, pubblicava foto dei luoghi che visitava, dei piatti che mangiava, dei ristoranti che frequentava, condividendo le stesse immagini anche sugli stati di WhatsApp e poi le inviava a Valentina. Ma quel modo di fare di Maurizio era spesso motivo di discussione tra loro, in quanto Valentina non comprendeva il motivo per cui non era mai una condivisione fatta solo con lei e per lei, come in passato, così da farla sentire speciale! Sì, si sentiva esclusa, come se fosse l’ultima ruota del carro, come se quelle foto fossero un modo per distrarla da quella sua anomalia, che aveva sviluppato negli ultimi anni,  di pubblicare sugli stati di WhatsApp i suoi selfie o link di canzoni che non avevano alcuna attinenza con i suoi gusti musicali. Infatti, a parte la sua immagine, che pubblicava solo sugli stati di WhatsApp e che probabilmente vedeva solo lei e qualcun’altra/o, il resto lo postava anche su X e sulla loro chat di Telegram, proprio come faceva con la moglie quando nascondeva la loro relazione,  mandandole cose che inviava anche a Valentina”. 

Aspasia lascia che le sue parole fluttuino nell’aria come il profumo del gelsomino. “Ora, Valentina ha scoperto qualcosa di più inquietante. Attraverso un altro suo account , ha visto che Maurizio non pubblica più nulla su X. Niente foto di viaggi, di cene, di vita. Tutto è migrato sugli stati di WhatsApp, dove lei, ormai bloccata, non può più vedere. E qui sorge il tarlo: Maurizio postava su X solo per distrarla? Per farle credere che la sua vita fosse un libro aperto, mentre in realtà, a parte la famosa chat sull’app di ‘messaggistica degli amanti’, usava gli stati di WhatsApp anche per comunicare con questa persona? Era, forse, una donna?... E quando Valentina ha osato dubitare, lui l’ha tagliata fuori, bloccandola, come se volesse liberarsi di lei, per continuare finalmente indisturbato in questa relazione nascosta!”

Socrate, accarezzandosi la barba con un gesto lento, alza lo sguardo verso le stelle. “Curioso... ma dobbiamo chiederci: Valentina è stata davvero ingannata oppure non aveva mai né visto né considerato quanto il bisogno narcisistico di Maurizio lo facesse attaccare a qualunque attenzione e gratificazione di riconoscimento delle sue qualità da prof, della sua consolidata cultura e capacità di sedurre le sue prede, come quelle lucciole che di notte seducono con la loro luce… ma non danno luce di giorno o quando se ne ha un reale bisogno!?? 

Fidia, staccando un grappolo d’uva dal pergolato e sgranocchiandolo, interviene con tono deciso: “Io vedo un bassorilievo mal riuscito, Aspasia. Maurizio ha scolpito un’immagine di sé su X, tutta trasparenza e nobiltà, ma era solo un’illusione. Quelle foto erano come fregi per distrarre l’occhio. Quando Valentina ha iniziato a guardare troppo da vicino, lui ha spezzato il ponte che li univa, bloccandola. Un uomo senza segreti non si nasconde dietro stati di WhatsApp. Se non ha nulla da temere, perché non mostrare tutto? La sua fuga è un’ammissione: c’è qualcosa che non vuole rivelare.” 

Anassagora, con la voce che sembra echeggiare il silenzio delle stelle, aggiunge: “Nel cosmo, ogni movimento segue una legge. Maurizio, con i suoi post su X, creava un ordine apparente per affermare agli occhi di Valentina un suo status intoccabile, ma dopo smettendo di pubblicare lì tutti i suoi attimi di vita privata e bloccandola sugli stati di WhatsApp, ha rivelato il caos e confermato tutti i sospetti di Valentina. Quegli stati, visibili solo a pochi, sono come astri nascosti da nubi. Valentina sa che esistono, ma non può vederli. Il suo dolore non nasce dall’inganno, ma dalla consapevolezza che Maurizio non l’ha mai davvero guardata. Il suo tradimento, se c’è… e a questo punto c’è, non è solo un’altra possibilissima donna, ma il modo in cui ha manipolato la sua fiducia, facendola sentire non abbastanza.” 

Alcibiade, con un riso che squarcia la notte, batte la coppa sul tavolo. “Che commedia sublime! Maurizio, il maestro di scena, che usa X per incantare il pubblico, mentre sussurra segreti su WhatsApp! Colpevole, dico io! Colpevole non solo di tradire, ma di essere un vigliacco. Se amava Valentina, come affermava continuamente a parole, perché non aprirle il suo mondo? Perché nasconderlo e addirittura dietro uno “stato” di una chat, facendo sembrare tutto normale quando lei poteva ancora vederlo, ma che di normale quegli ‘stati’, in fondo, non avevano niente?  Ha usato X per confonderla? Per farla acquietare? Ma giustamente lei ha solo incominciato a dubitare!... e, alla fine, quando lei ha osato parlare, l’ha scacciata come un attore inutile, che doveva uscire di scena. Che si tenga i suoi stati e la sua nuova musa, Valentina merita un uomo che non giochi a nascondino!” 

Paride, con un guizzo negli occhi, si sporge in avanti, la voce vibrante di passione. “Aspasia, Maurizio mi ricorda un arciere che tende l’arco ma non scocca la freccia. Le sue foto su X erano come frecce scagliate per distrarre Valentina, per farle credere di essere al centro del suo mondo. Ma quando ha smesso di postare lì e si è chiuso in WhatsApp, ha rivelato il suo vero bersaglio: il controllo. Non so se c’è un’altra donna, ma un uomo che ama non costruisce barriere. Valentina non merita di restare fuori a chiedersi cosa nasconda. Maurizio tradisce non con un’altra, ma con il suo bisogno di apparire perfetto, di orchestrare ogni sguardo su di sé.” 

Aspasia annuisce, il suo chitone che scintilla sotto le lanterne. “Valentina si sente ingannata, non solo dal possibile tradimento, ma dal modo in cui Maurizio ha orchestrato tutto. Quei post su X erano forse un trucco per farla sentire parte della sua vita, mentre la vera comunicazione avveniva altrove e in segreto. E quando lei ha chiesto spiegazioni, lui l’ha punita con il silenzio, con il blocco. È questo l’amore? O è il gioco di chi vuole brillare senza mai mostrarsi davvero?” 

Socrate, con un sorriso che sembra riflettere le stelle, prende la parola: “La verità, Aspasia, non sta solo nei fatti, ma nei gesti. Maurizio può non avere un’altra donna, ma ha tradito la fiducia di Valentina con il suo bisogno di controllo. Usava X per costruire un’immagine, WhatsApp per nascondere una parte di sé. La sua rabbia, il suo blocco, non sono forse il segno di chi teme di essere visto? La domanda non è se abbia mentito, ma perché sente il bisogno di celarsi. Un uomo che ama non teme le domande, non alza schermi di fumo.” 

Fidia, sputando un seme d’uva con noncuranza, scuote la testa. “È semplice: Maurizio è un artigiano scadente. Ha creato un’immagine, ma non regge lo sguardo di Valentina. Invece di affrontare le sue crepe, ha scelto di spezzare il dialogo. Valentina dovrebbe smettere di cercare risposte nei suoi stati e vedere la verità: un uomo che si nasconde non merita di essere inseguito.” 

Anassagora, con un tono che sembra cantare con le stelle, aggiunge: “Valentina vedeva in Maurizio una galassia, ma lui era solo un’ombra proiettata da una luce falsa. Il suo dolore non viene dalla perdita di lui, ma dalla fine di un’illusione. La verità che cerca non è in ciò che Maurizio nasconde, ma in ciò che ha mostrato: un uomo che preferisce il controllo all’amore, l’apparenza alla sincerità.”  

Alcibiade alza la coppa, il suo riso che echeggia nel giardino. “Brindiamo a Valentina, che lasci Maurizio ai suoi giochi di specchi su X e WhatsApp! Che trovi qualcuno che non tema di mostrarsi, con tutte le sue imperfezioni. E, per gli dèi, che smetta di cercare la verità in un social!” 

Paride, con un sorriso che brilla come il mare, aggiunge: “E che Valentina ricordi: un uomo che costruisce mura non è un eroe, ma un codardo. Che scelga chi la accolga, non chi la lasci fuori.”

Aspasia, sollevando la sua coppa sotto il cielo stellato, ride dolcemente.

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