La Pustina di Aspasia: Il Salotto del Racconto (Prima Parte)
Aspasia si sistema su un cuscino,
sorseggia il vino e, con un gesto teatrale, attira l’attenzione. “Amici miei,”
inizia, la voce morbida ma carica di una malizia ironica, “stasera vi porto una
storia che brucia come il sole di mezzogiorno. Una donna, Valentina, è venuta
da me, il volto rigato di lacrime, il cuore spezzato come un vaso caduto da
mani maldestre. E sapete perché? Per un uomo. Un uomo che, credetemi, è un
mosaico di contraddizioni, un attore da strapazzo che si pavoneggia sui
palcoscenici virtuali dei social.”
Gli amici si sporgono,
incuriositi. Socrate alza un sopracciglio, Fidia smette di tamburellare,
Anassagora si stacca dalle sue stelle, e Alcibiade sorride, già pronto a
lanciare una battuta. Aspasia continua, il tono che si fa più affilato: “Valentina,
una donna sposata, madre, con una vita piena, si è lasciata travolgere da un
amore nato su un social, uno di quelli dove le parole volano come frecce e i
cuori si accendono dietro uno schermo. Lui, Maurizio, anche lui sposato, con
una figlia, le ha promesso l’universo. Per un anno si sono scritti, si sono
detti “ti amo” senza mai sfiorarsi, separati da 700 chilometri di terra e
sogni. Poi, si sono incontrati. E, oh, amici miei, è stato un fuoco, una
passione che avrebbe fatto invidia ad Afrodite stessa.”
Alcibiade ridacchia. “Un fuoco
che brucia a distanza? Interessante. Ma dimmi, Aspasia, quanto dura un fuoco
del genere?”
Fidia si acciglia, posando la
coppa. “Un uomo che predica virtù e poi si comporta da codardo? Non è una
novità, Aspasia. Ma dimmi, come ha reagito lei?”
Aspasia si alza, camminando
lentamente per la stanza, il suo abito che fruscia come un sussurro. “Valentina
lo ha affrontato. Gli ha scritto, diretta, senza giri di parole. E lui? Ha
negato, spudorato, come un attore che recita una parte sbagliata. Poi, in un
impeto di rabbia, le ha detto che si era “rotto le scatole” di lei e che
l’avrebbe bloccata ovunque. Lei lo ha chiamato, disperata, ma non ha fatto in
tempo a dire una parola: lui l’ha aggredita verbalmente, un torrente di veleno,
e poi le ha sbattuto il telefono in faccia. Bloccata. Sparito. Valentina si è
sentita umiliata, tradita, come se tredici anni della sua vita fossero stati
inghiottiti da un vortice. E sapete cosa la fa più soffrire? Non è solo il
tradimento. È scoprire che quest’uomo, narciso finto buono, si riempie la bocca
di ideali sui social.
Valentina si chiede: era tutto un
gioco? Era lei l’unica sciocca a crederci?”
Socrate si strofina la barba,
pensieroso… “Interessante. Questa storia solleva una domanda: cos’è l’amore, se
può essere così facilmente mascherato da menzogne? E il tradimento è forse un
tradimento dell’altro o di se stessi?”
Anassagora, con la sua voce calma
come un cielo senza nubi, interviene: “Forse l’amore, come il cosmo, è ordine e
caos insieme. Valentina ha visto in Maurizio ciò che il suo cuore voleva
vedere, attribuendogli qualità che forse non aveva. Ma il tradimento di lui non
è solo verso di lei: è un tradimento della verità, della coerenza tra ciò che
dice e ciò che fa.”
Fidia scuote la testa, il tono
più pratico. “Io vedo un uomo che scolpisce una facciata, come un blocco di
marmo che sembra perfetto ma è fragile dentro. Valentina ha amato l’immagine,
non l’uomo. E lui? Lui ha preferito la sua vita sui social, l’inganno dei
social, dove tutti sembrano tuoi amici e nessuno realmente lo è… giusto per collezionare qualche like e un po'
di attenzione. Sì, oggi, si chiamano “like”, ma sono solo applausi per un
attore mediocre.”
Alcibiade, con un sorriso
sornione, si sporge in avanti. “Oh, ma non dimentichiamo il fuoco, amici! Valentina
e Maurizio hanno bruciato per anni, nonostante tutto. Non è forse questo
l’amore? Un’ossessione che resiste al tempo, alla distanza, alle bugie? Forse
lei lo amava davvero, ma lui… lui, forse, amava solo l’idea di essere amato.”
Aspasia si ferma, posando una
mano sul mento. “E qui entra in gioco una riflessione che mi ha colpito, di
Frida Kahlo, che ha detto qualcosa di profondo: “Non è necessario fare nulla
per essere amati. Coloro che ci amano ci vedono con il cuore, ci attribuiscono
qualità al di là di quelle che abbiamo davvero. E chi non ci ama non sarà mai
soddisfatto dei nostri sforzi.”.
Valentina ha amato Maurizio con
il cuore, gli ha dato un’aura che forse lui non meritava. Ma lui? Lui non l’ha
mai vista davvero. Ha visto solo uno specchio per il suo ego.”
Socrate annuisce lentamente.
“Frida ha ragione. L’amore autentico non richiede maschere. Ma il tradimento,
come quello di Maurizio, nasce dalla paura di essere visto per ciò che si è. Valentina
ha cercato di essere più di ciò che era, per compiacerlo, ma lui non lo ha
compreso, non l’ha mai amata per ciò che era davvero. Questo è il vero
tradimento: non vedere l’altro, non rispettare la sua essenza.”
Anassagora aggiunge: “Eppure, c’è
bellezza nelle imperfezioni di Valentina, nelle sue speranze, nei suoi errori...
Frida direbbe che queste imperfezioni sono preziose, perché rivelano chi ci ama
davvero. Maurizio non le ha mai accettate, le ha usate. L’amore, invece, è
accettare l’altro, con tutte le sue crepe.”
Fidia, pragmatico, conclude: “Valentina
dovrebbe scolpire una nuova versione di sé stessa, non per lui, ma per lei.
L’amore non è un social, non è un gioco di like. È un’opera d’arte che richiede
verità.”
Alcibiade, ridendo, alza la
coppa. “E allora brindiamo a Valentina, alla sua libertà, affinché impari a
lasciar andare ciò che non la onora… Che impari a vedere sé stessa con il
cuore, come direbbe Frida!”
Aspasia sorride, versando altro
vino. “A Valentina, che trovi la forza di chiudere questa porta e aprirne
un’altra, verso un amore che non la umili, ma la elevi. E a noi, che
continuiamo a interrogarci su questo mistero chiamato amore.”
La stanza si riempie di risate e
riflessioni, mentre le torce continuano a danzare, illuminando i volti di chi,
in quel salotto, cerca di dare un senso al caos del cuore umano.



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