La Pustina di Aspasia: Il Salotto del Dubbio (Seconda Parte)
“Amici,” inizia Aspasia, sistemandosi con grazia su un cuscino, “la storia di Valentina, che vi ho raccontato qualche giorno fa, non è ancora finita. C’è un’ombra che aleggia, un dubbio che tormenta la nostra protagonista. Valentina non ha la certezza che Maurizio l’abbia tradita. Nessuna prova concreta, solo la scoperta del suo essere iscritto a una chat segreta e strani suoi comportamenti a lei già noti, simili a quelli che lui usava con la moglie per celare la relazione con lei, poi momenti carichi di intuizioni e di una strana sensazione di una presenza tra loro... un tarlo che le rode la mente. Ma la reazione di lui… oh, quella reazione! Quando lei gli ha chiesto della chat degli amanti, lui ha negato con una furia che sembrava fuoco d’artiglieria. Ha urlato, l’ha aggredita con parole taglienti, le ha detto che si era ‘rotto le scatole’ e poi l’ha bloccata ovunque, sbattendo la porta virtuale in faccia a Valentina. E ora lei si chiede: questa rabbia, questo muro, non sono forse un’ammissione mascherata? Una bugia che si nasconde dietro un’esplosione?”
Socrate si strofina la barba, gli occhi che brillano di curiosità. “Interessante. Una negazione così veemente, accompagnata dalla rabbia, è davvero un segno di colpevolezza? O è solo il riflesso di un ego ferito?”
Aspasia sorride, inclinando la testa. “Esatto, Socrate. Valentina si chiede se quella furia non sia un meccanismo per proteggersi, per evitare di affrontare la verità. Chi mente, dicono, teme le conseguenze della scoperta. La rabbia diventa uno scudo, l’interruzione del dialogo un modo per controllare la situazione, per non lasciare spazio a domande che potrebbero smascherarlo. Ma è davvero così? O stiamo leggendo troppo in un gesto dettato dall’orgoglio?”
Fidia, posando la creta, interviene con il suo tono pratico: “Io vedo una statua mal riuscita, Aspasia. Maurizio ha costruito un’immagine di sé – l’uomo virtuoso, il paladino delle cause giuste sui social – ma quando Valentina ha toccato una crepa in quella facciata, lui si è sgretolato. La rabbia non è forse il segno di chi sa che il suo marmo è fragile? Se fosse innocente, perché non spiegare, perché non dialogare? Interrompere tutto, bloccare, è come distruggere la statua per non far vedere i difetti.”
Anassagora, con la sua voce calma e riflessiva, aggiunge: “Nel cosmo, tutto tende all’equilibrio, ma l’animo umano è caos. La rabbia di Maurizio potrebbe essere un tentativo di riportare ordine, di soffocare il disordine che la domanda di Valentina ha creato. Chi mente, spesso, non regge il peso della verità che si avvicina. Negare con forza, interrompere il contatto è come chiudere gli occhi davanti a una stella che brucia troppo forte. Ma questo non dimostra la bugia, Aspasia. Dimostra solo paura.”
Alcibiade, con un ghigno divertito, si sporge in avanti, la coppa in mano. “Oh, ma che spettacolo! Maurizio, il grande attore, messo alle strette da una donna che osa dubitare di lui! La rabbia? È il trucco di chi non ha più copione. Se fosse stato sincero, avrebbe riso, avrebbe detto: ‘Valentina, capisco la tua paura, ma ti dimostro che non è vero!’ Invece, scappa. Blocca. Scompare. Per me, è colpevole. O almeno, ha qualcosa da nascondere. Innocente o no, un uomo che ama non sbatte la porta in faccia alla donna che dice di amare, a meno che non si sia realmente innamorato di qualcun'altra.”
Aspasia annuisce, lasciando che le parole di Alcibiade risuonino nella stanza. “Valentina ha amato Maurizio con il cuore, gli ha dato fiducia, ha visto in lui un uomo che forse non esisteva. Ma lui, di fronte a un dubbio, invece di rispondere con il cuore, ha risposto con la rabbia. È questo l’amore? O è la paura di essere smascherato?”
Socrate, con un sorriso sornione, prende la parola: “La domanda è più profonda, Aspasia. La rabbia di Maurizio è un’ammissione di colpa? Forse. Ma dobbiamo chiederci: cos’è la verità in una relazione? Valentina cerca la verità fattuale – era iscritto a quella chat o no? – ma forse la vera verità è nel comportamento di lui. Un uomo che ama non usa la rabbia come arma, non chiude il dialogo. La negazione veemente, l’interruzione, sono segni di un animo che non vuole essere visto. Colpevole o no, Maurizio ha tradito la fiducia di Valentina, non con un’altra donna, ma con il suo silenzio, con la sua fuga.”
Fidia scuote la testa. “Io dico che è più semplice. Maurizio è un codardo. Se non ha nulla da nascondere, perché non affrontare il dubbio? La rabbia è il rifugio di chi non ha risposte. Valentina dovrebbe smettere di cercare conferme e guardare la crepa che lui ha mostrato: un uomo che si nasconde dietro un blocco non merita il suo amore.”
Anassagora aggiunge, con un tono quasi poetico: “Frida direbbe che l’amore vede con il cuore, ma anche il cuore può essere cieco. Valentina ha visto in Maurizio ciò che voleva vedere, ma la sua rabbia le ha mostrato un’altra verità: un uomo che non accetta le sue imperfezioni, che non tollera le sue domande, né alcun confronto. La bugia, se c’è, è solo un dettaglio. Il vero tradimento è non averla mai vista davvero.”
Alcibiade alza la coppa, ridendo. “E allora, brindiamo ancora a Valentina, che impari a non inseguire uomini che scappano dietro schermi e like! Che si liberi di questo Maurizio, colpevole o no, e trovi qualcuno che non abbia paura delle sue domande. E, per gli dèi, che smetta di cercare la verità in un social!”
Aspasia ride, versando altro vino. “A Valentina e a noi, che come sempre continuiamo a interrogarci sul mistero dell’animo umano, tra bugie, rabbia e verità nascoste.”



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